Elsa Schiaparelli nacque a Roma il 10 settembre 1890 da Giuseppa Maria de Dominicis, aristocratica napoletana, e Celestino Schiaparelli, professore di letteratura e lingua araba all’università di Roma La Sapienza, nonché primo bibliotecario all’Accademia dei Lincei.

Al ramo paterno della sua famiglia – di origini piemontesi – appartennero diversi nomi noti, solidamente affermati in campo accademico: tra questi, gli zii Ernesto e Giovanni Schiaparelli, rispettivamente egittologo e astronomo, e il figlio di quest’ultimo, Luigi, famoso paleografo e diplomatista.

Dopo gli iniziali studi in Filosofia, la famiglia si oppose alle precoci aspirazioni poetiche di Elsa, mandandola in un convento in Svizzera.

Tuttavia, decisa a seguire le sue ambizioni, si recò a Londra: da lì, dopo un matrimonio fallito e una figlia, emigrò negli Stati Uniti, dove conobbe lo stilista Paul Poiret, di cui diventò allieva, per poi intraprendere una carriera personale affermando il proprio nome.

Gli anni ’30 furono il suo periodo d’oro: la sua Maison arrivò a contare ben 8 atelier a Parigi con un totale di oltre 800 dipendenti e fu in questo florido momento che realizzò le sue più iconiche collezioni di moda: si ricordi, ad esempio, la nobilitazione del maglione con doppio nodo o l’invenzione del tailleur in rosa shocking, oltre ad accessori che celavano vere e proprie opere d’arte, grazie anche alle pregiate collaborazioni con i protagonisti del Surrealismo e del Dadaismo (Dalì, Picasso, Giacomelli, Fini e molti altri). Questo connubio tra arte e moda si tradurrà in creazioni all’avanguardia, connotate da una straordinaria originalità, frutto di ricerca e sperimentazione di colori, materiali, trame e tecniche.

La Seconda guerra mondiale, tuttavia, colpì duramente la sua casa di moda, che si vide costretta a ridurre notevolmente la sua capacità produttiva ed Elsa dovette rifugiarsi a New York.

In seguito, una volta terminata la guerra, tornò a Parigi, ma il mondo della moda non era più lo stesso: difatti, nonostante alcuni riconoscimenti che le furono conferiti, non riuscì più ad ottenere il successo dell’anteguerra e risollevarsi dalla crisi economica. Così, la Maison Schiaparelli venne chiusa.

La nota stilista morì 19 anni più tardi, nella capitale francese, ormai sua città d’adozione, il 13 novembre 1973.

Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1890

L’originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Roma

Per approfondimenti sulla figura di Elsa Schiaparelli, vedi la voce del Dizionario Biografico degli Italiani a cura di Giovanna Uzzani.

Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1890

Guido Fiorini nacque a Bologna il 1° luglio 1891.

Conseguita la laurea in Ingegneria, si specializzò in Architettura nel 1919.

Durante gli esordi della sua carriera, si dedicò sia all’insegnamento che alla pratica della professione, ottenendo anche dei riconoscimenti per alcuni dei suoi lavori.

Nel corso degli anni Venti, trovandosi a Parigi, ebbe modo di conoscere Le Corbusier, il celebre architetto svizzero con cui strinse un longevo rapporto di amicizia e collaborazione professionale.

Nell’ambito del dibattito del rinnovamento edilizio, particolarmente vivace in quegli anni, Fiorini focalizzò la sua attenzione sull’impiego delle strutture metalliche, giungendo fino all’invenzione della tensistruttura (1928-1935), con l’intento di creare un connubio tra costruzione edilizia e cultura architettonica.

Questo senso di innovazione gli valse il coinvolgimento in numerosi progetti, alcuni rimasti su carta.

Trovò comunque grande sostegno dalla corrente futurista, che rivedeva nelle sue idee e nei suoi lavori un simbolo concreto del progresso.

A partire dal 1932, cominciò a occuparsi di allestimenti per le scenografie cinematografiche: lavorò ampiamente nel campo, vincendo diversi premi, tra cui anche un Nastro d’argento per la migliore scenografia nel film Miracolo a Milano (1951) sotto la regia di Vittorio De Sica.

Morì a Parigi il 28 dicembre 1965.

Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Bologna > Stato civile italiano > Bologna > Registro 1057, suppl. 2

L’originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Bologna

Per approfondimenti sulla figura di Guido Fiorini, vedi la voce del Dizionario Biografico degli Italiani a cura di Rosalia Vittorini.

Il suo archivio personale è conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato.

Archivio di Stato di Bologna > Stato civile italiano > Bologna > Registro 1057, suppl. 2

Carlo Alberto Camillo Salustri nacque a Roma il 26 ottobre 1871.

Figlio di Vincenzo, cameriere, e Carlotta Poldi, sarta, rimase presto orfano di padre, legandosi profondamente alla madre, con la quale visse fino alla morte di lei, nel 1912.

Nonostante la scarsa propensione per gli studi scolastici, Salustri mostrò sin da bambino uno spiccato interesse verso la poesia, dedicandosi in special modo alla composizione di versi in dialetto romanesco.

Già nel 1887, il suo primo sonetto, pubblicato sulla celebra rivista Il rugantino, recava in calce la firma di “Trilussa”, anagramma del suo cognome, che lo accompagnò per il resto della sua vita.

La sua poesia si ispirava alla tradizione romanesca adeguandosi, però, ai temi della fine del secolo, in maniera leggera, scanzonata, mai esplicitamente volgare. Contemporaneamente, accanto alla produzione poetica, affiancò quella in prosa, caratterizzata da rivisitazioni di favole classiche e popolari e dall’invenzione di nuove favole moderne.

Con l’inizio del secolo, si consolidò anche il suo successo, rendendolo un poeta-commentatore, assiduo frequentatore dei salotti e dei caffè romani. Durante il periodo bellico, prese le distanze dal regime, pur non ponendosene mai in maniera nettamente avversa. A questo periodo risalgono anche le sue poesie più impegnate, di carattere socio-politico, in cui è più forte l’impronta crepuscolare.

Nel 1947 rifiutò l’incarico a sindaco di Roma che gli era stato offerto.

Tre anni dopo, fu nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi.

Morì a Roma il 21 dicembre 1950.

Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1871

L’originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Roma.

Il suo archivio cartaceo e fotografico fu mantenuto integro da Rosa Tomei, la donna con cui convisse nell’ultimo ventennio della sua vita e con cui strinse un sodalizio affettivo e lavorativo. Oggi l’Archivio di Trilussa è conservato presso il Museo di Roma in Trastevere.

Per approfondimenti sulla figura di Trilussa, vedi la voce del Dizionario Biografico degli Italiani a cura di Gabriele Scalessa.

Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1871

Maria Teresa Azzali nacque a San Martino dell’Argine (MN) il 9 gennaio 1902.

Appena maggiorenne si trasferì a Milano per dedicarsi alla lotta antifascista, dando un contributo decisivo ai Gruppi di Difesa della Donna – associazioni pluripartitiche, simbolo dell’apporto delle donne alla lotta contro il regime –, soprattutto tra i ceti medi e all’interno delle fabbriche.

Al suo operato si deve la prima diffusione clandestina della rivista Noi Donne, nel 1944, grazie anche alla solidale collaborazione con Giovanna Molteni.

Una volta conclusa la guerra, l’impegno di Azzali proseguì come segretaria dell’UDI (Unione Donne Italiane) di Mantova e poi nel sindacato, come esponente della Commissione femminile della Camera del Lavoro di Milano. In queste vesti, si batté lungamente per rivendicare migliori condizioni di lavoro per le donne, asili nido, stanze predisposte all’allattamento e parità salariale. 

Morì nel 1978 a Milano.

Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Mantova > Stato civile italiano (registri del Tribunale di Mantova) > San Martino dall’Argine > 1902

L’originale è conservato presso il Tribunale di Mantova.

Archivio di Stato di Mantova > Stato civile italiano (registri del Tribunale di Mantova) > San Martino dall’Argine > 1902

Armando Lodolini nacque a Roma il 26 marzo 1888, da Alessandro, proprietario di una drogheria, e Laura Diamantini.

Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza, vincendo in contemporanea un concorso nell’amministrazione degli Archivi di Stato.

Cominciò la sua carriera prendendo servizio a Modena (1909-11), conseguendo in quegli anni anche il diploma presso la Scuola di Paleografia dell’Archivio di Stato di Parma.

In seguito, fu trasferito presso l’Archivio di Stato di Roma dove lavorò fino allo scoppio della Prima guerra mondiale, cui partecipò venendo più volte decorato per meriti militari.

Terminato il conflitto bellico e ripreso il lavoro, gli anni successivi furono segnati da un intenso coinvolgimento tanto nella produzione scientifica e divulgativa – ampia ed estremamente variegata – quanto nell’attività politica, che sin da giovanissimo lo aveva visto attivamente coinvolto, attraverso il sindacalismo rivoluzionario prima, l’avvicinamento al partito mazziniano poi, fino a giungere all’adesione al fascismo.

Presso l’Archivio di Stato di Roma fu il più stretto collaboratore del direttore Eugenio Casanova e non è un caso che al nome di Lodolini si leghino molte attività di riordino e inventariazione di fondi archivistici di rilievo.

Nel biennio 1933-35, succedette a Casanova alla reggenza dell’Archivio di Stato, tuttavia presto fu traferito a Bologna, dove venne licenziato a causa di segnalazioni di abuso da parte di alcuni impiegati. Venne reintegrato solo molti anni più tardi, nel 1948, con effetto retroattivo e, due anni dopo, divenne direttore dell’Archivio di Stato di Roma e degli istituti connessi, cioè l’ex Archivio del Regno e la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica.

Nel 1953 fu il primo sopraintendente del neonato Archivio Centrale dello Stato, mentre nel 1956 lasciò la direzione dell’Archivio di Stato di Roma, venendo “collocato a riposo”.

Dal suo matrimonio con Ada Francioni, nacque il figlio Elio (1922-2023), anch’egli famoso archivista.

Durante l’ultimo decennio della sua vita, continuò a essere attivo come archivista, giornalista, docente e autore di numerose pubblicazioni in ambito storico, letterario, giuridico e, ovviamente, archivistico. La sua particolare laboriosità e l’intenso eclettismo lo resero uno dei nomi ancora oggi più noti dell’archivistica italiana del Novecento.

Morì a Roma il 2 agosto 1966.

Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1888

L’originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Roma

Per approfondimenti sulla figura di Armando Lodolini, vedi la voce del Dizionario Biografico degli Italiani a cura di Anna Lia Bonella.

Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1888

Anna Magnani nacque a Roma il 7 marzo 1908.

Figlia di Marina Magnani, sarta, e di padre ignoto.

Crebbe assieme ai nonni e alle zie in una casa tra il Campidoglio e il Palatino, vivendo un’infanzia serena, nonostante la distanza dalla madre che la lasciò alle loro cure per recarsi ad Alessandria d’Egitto assieme al nuovo marito.

Si appassionò al pianoforte, frequentando per un periodo l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove studiò da concertista. L’incontro con la recitazione, invece, fu del tutto casuale: iniziò la scuola di arte drammatica “Eleonora Duse”, diretta da Silvio d’Amico, nel 1924 e, presto, fu notata e ingaggiata nella compagnia di Dario Niccodemi.

Tra il 1926 e il 1932, dopo un periodo di gavetta, parti secondarie e lunghissime tournée, la fama e l’importanza dei suoi ruoli sul palcoscenico cominciarono ad accrescere di pari passo. A seguito di questo periodo, prese a dedicarsi al teatro d’avanspettacolo, più popolare e spontaneo, determinante per la sua crescita e il suo eclettismo artistico.

A questi anni risale anche la relazione con Goffredo Alessandrini, regista, che sposò nell’ottobre 1935.

Nel mentre, il cinema sonoro le aprì le porte, ma fu solo nel 1941 che ottenne il primo grande successo, come protagonista di Teresa Venerdì sotto la regia di Vittorio De Sica. A questo, qualche anno più tardi, seguì la vittoria del suo primo Nastro d’argento in Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini, con cui strinse un intenso sodalizio artistico e privato.

L’apice della fama mondiale giunse nel 1956, quando fu la prima donna italiana in qualità di attrice protagonista a vincere un premio Oscar, per la sua interpretazione nel film La rosa tatuata (1955) di Daniel Mann.

Numerose altre furono le pellicole a cui prese parte, tra queste vale la pena ricordare Bellissima (1951) di Luchino Visconti, Saggio è il vento (1957) di George Cukor, Mamma Roma (1962) di Pierpaolo Pasolini e Roma (1972) di Federico Fellini.

Nannarella fu un’attrice dotata di un’umanità e una spontaneità fuori dal comune: con quella sua mimica e i particolari tratti somatici e verbali fu capace di incarnare al contempo la più profonda disperazione e le più leggere speranze del periodo postbellico, che il cinema neorealista intendeva raccontare, divenendone così un emblema.

Morì a Roma, cinquant’anni fa, il 26 settembre 1973.

Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1908

Da notare che l’atto presenta la dichiarazione di nascita fatta dalla sola madre, a seguito della sua «unione naturale con un uomo non ammogliato, non parente né affine con lei nei gradi che ostano al riconoscimento». Non a caso, il luogo di nascita indicato è l’asilo materno posto in via Salaria 126, un luogo in cui le gestanti in difficoltà o le ragazze madri erano tutelate e sostenute nel dare alla luce i propri figli.

A lato, invece, la nota di cancelleria che riporta la celebrazione del matrimonio con Goffredo Alessandrini a Roma il 3 ottobre del 1935.

L’originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Roma.

Per approfondimenti sulla figura di Anna Magnani, vedi la voce del Dizionario Biografico degli Italiani a cura di Giorgio Pangaro.

Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1908

Enrico Fermi nacque a Roma il 29 settembre 1901.

Dimostrò sin da giovanissimo una spiccata propensione per l’algebra e la fisica. Entrato, poi, presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, ebbe modo di approfondire queste discipline e di farsi notare tra i professori più illustri del tempo.

Perfezionati gli studi all’estero, ottenne la prima cattedra di fisica teorica a Roma, presso l’istituto di via Panisperna, dove cominciò il periodo più fecondo della sua attività scientifica a capo di quel gruppo di ragazzi che prese il nome dall’omonima via.

Divenne docente di grande fama, le cui lezioni e insegnamenti ebbero un vasto successo, anche in America dove aprì numerose altre scuole, incrementando la sua notorietà grazie ai suoi metodi innovativi.

Gli anni tra il 1927 e il 1938 furono segnati da un’intensa attività di ricerca da parte di tutto il gruppo romano su questioni di interesse internazionale.

Nel 1938 fu insignito del premio Nobel per la fisica.

Ancora oggi, l’influenza della sua attività e la sua profonda conoscenza trasversale di questa disciplina sono riconosciute in tutto il mondo.

Poco prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, emigrò negli Stati Uniti con tutta la sua famiglia. Lì, a Chicago, all’età di 53 anni, morì il 29 novembre 1954.

Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1901

L’originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Roma

Per approfondimenti sulla figura di Enrico Fermi, vedi la voce del Dizionario Biografico degli Italiani a cura di Emilio Segrè.

Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1901

Pietro Giovanni Ferrero nacque a Farigliano (CN) il 2 settembre 1898.

Figlio di contadini delle Langhe piemontesi, ben presto decise di aprire ad Alba (CN) una pasticceria e di lanciare sul mercato prodotti dolciari innovativi ma economici, che potessero essere alla portata di tutti.

Dopo numerose sperimentazioni, ideò una pasta morbida a base di nocciole, ben più economica rispetto al cioccolato, venduta in forma di panetto, facile da trasportare e pensata per essere spalmata sul pane. Un’idea ottimale per le esigenze dei numerosi operai di quelle zone, che vivevano in condizioni economiche non agiate.

La crema di nocciole ebbe un successo tale tra i numerosi operai di Alba da dare uno slancio alla piccola pasticceria Ferrero che, nel 1946, si costituì come industria.

Il lavoro della famiglia Ferrero e la fama di quella crema spalmabile – che qualche anno più tardi verrà perfezionata, divenendo nota nel mondo con il nome di Nutella – crebbero in maniera esponenziale negli anni a seguire.

Pietro Ferrero morì ad Alba il 2 marzo 1949.

Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Cuneo > Stato civile italiano > Farigliano > 1898

L’originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Cuneo

Archivio di Stato di Cuneo > Stato civile italiano > Farigliano > 1898

Elsa Morante nacque a Roma il 18 agosto 1912 da Francesco Lo Monaco e Irma Poggibonsi. Verrà tuttavia riconosciuta all’anagrafe dal marito della madre, Augusto Morante, da cui prenderà il cognome.

Cominciò l’attività di scrittrice sin da giovanissima, dedicandosi alla stesura di fiabe e racconti, molti dei quali pubblicati postumi.

Nel 1936, conobbe Alberto Moravia, con cui iniziò una relazione tormentata, ma che li portò all’altare il 14 aprile 1941.

Nel corso degli anni, la sua attività di scrittrice si fece via via più intensa, potendo anche godere dei numerosi scambi e confronti con rinomati colleghi dell’epoca, tra i quali spicca in particolare il nome di Pier Paolo Pasolini, con cui ebbe un ventennale rapporto di profonda amicizia.

Nel 1943, l’intensificarsi della repressione antisemita, spinse Morante e Moravia (che era ebreo) a fuggire da Roma e rifugiarsi a sud, verso Fondi, dove rimasero per qualche mese, vivendo una realtà che diverrà per entrambi determinante nella stesura di alcune opere successive.

Tornati a Roma, nel 1944, Morante pubblicò il suo primo romanzo Menzogna e sortilegio (1948), che le valse la vittoria del “Premio Viareggio”.

Nel 1957, fu la prima donna ad essere insignita del “Premio Strega”, grazie al suo secondo romanzo, L’isola di Arturo.

Successivamente, a partire dal 1971, cominciò a occuparsi del più celebre tra i suoi romanzi, La storia, pubblicato da Einaudi nel 1974: fu stampato direttamente in edizione economica per volontà della stessa autrice, affinché potesse essere da subito accessibile a tutti.

Nel decennio successivo continuò a dedicarsi senza sosta all’attività letteraria, e non solo, ma le sue condizioni di salute ebbero un progressivo e inesorabile calo.

Morì a Roma il 25 novembre 1985. Le sue ceneri furono sparse nel mare di Procida.

Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1912

Da notare che il padre biologico, Francesco Lo Monaco, impiegato, figura nell’atto di nascita come uno dei testimoni e come “padrino” verrà conosciuto da Elsa Morante fino ai suoi 14 anni.

A margine, l’atto riporta anche la nota di cancelleria che segna l’atto di matrimonio con Alberto Moravia, avvenuto il 14 aprile 1941.

Poco più in basso, è presente un’altra annotazione del 30 maggio 1941 che dichiara che Morante, pur figlia di madre ebrea, “è stata riconosciuta non appartenente alla razza ebraica”.

L’originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Roma.

Per approfondimenti sulla figura di Elsa Morante, vedi la voce del Dizionario Biografico degli Italiani a cura di Nadia Setti.

Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1912

Curzio Malaparte, nome d’arte di Curt Erich Suckert, nacque a Prato il 9 giugno 1898, da Erwin, tintore di origini sassoni, e Eugenia Perelli.

Mostrò sin da bambino un’indole inquieta, che lo portò a maturare una personalità turbolenta, tendente a porsi in contrapposizione, in malaparte appunto, come volle lui stesso sottolineare con il nome che assunse a emblema di «un’identità controversa e radicalmente polemica».

Prato fu la città in cui avvenne la sua prima formazione intellettuale e dove cominciò la sua attività letteraria, che si declinò a vari livelli e in diversi ambiti, tra cui – e in maniera assai produttiva – quello giornalistico.

Combatté in entrambe le due Guerre mondiali. Divenne anche ufficiale, ma senza distaccarsi dalla sua vocazione letteraria: piuttosto, l’esperienza della guerra si costituì come un evento cruciale, che influenzò molto la sua persona, favorendone l’avvicinamento – intellettuale e attivo – alla politica.

Talentuoso e intraprendete, ebbe una penna prolifica e bilingue (scrisse, infatti, sia in italiano che in francese): tra i suoi saggi più celebri si ricordano Viva Caporetto! (1921) e Italia barbara (1925), mentre tra i suoi romanzi Kaputt (1944) e La pelle (1949).

La sua figura, poliedrica e articolata, gli consentì di leggere la realtà a un livello profondo e complesso, rendendolo uno dei personaggi più emblematici del Novecento.

Morì a Roma il 19 luglio 1957.

Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Prato > Stato civile italiano > Prato > 1898

Da notare la nota a margine, apposta a lapis, in cui si segnala che il cambio nome da Curt Erich Suckert a Curzio Malaparte fu approvato con il decreto reale del 15 aprile 1937.

L’originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Prato

Per approfondimenti sulla figura di Curzio Malaparte, vedi la voce del Dizionario Biografico degli Italiani a cura di Marino Biondi.

Archivio di Stato di Prato > Stato civile italiano > Prato > 1898